Quando siamo alla porta
urliamo il nome come un avvertimento
il suono dei verbi udito come un cane da caccia
sonnambuli in bagni chimici
in mezzo ai fradici
fiori selvatici crescono infestanti
si insinuano come cablati su alberi
una scintillante sensazione di stordimento nell’aria
il cuore insufficiente
un radar spento
dentro un cerchio
teste rovesciate, piegate
vite scorticate vive
usciti da quelle asfittiche cupole
con stracci laceri
una sbornia assassina ci inghiottiva
in un reticolo di strade e di incroci
lasciavamo indietro uscite di fumo
e andavamo in decomposizione.

Rocker Insane

 

 

Disaster Poets

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