Le ore inoculate nei giorni
inquinano le arterie ancora
come un altro acido
arriva affilato e danzante al petto,
le pasticche eiaculate
sul substrato dell’anima
piangono il vermiglio
sulla terra delle malattie
il sangue si mischia al sapone
e la carne si anestetizza
adagiata sulla mannaia
divelta sotto la cascata.

È sintomatica alle ossa
agitate sul soffitto
mentre cola la melma di pelle,
un bambino che ha visto i demoni
dietro alla macchina schiantata
sull’albero dell’inferno.

L’infermo che balbetta il dito
sul perno della sedia elettrica
così dolce, dietro alle grate,
adagiate delle dita smaltate
di rosa, magenta patinato
clandestine e libere
oltre l’acciaio
nel pericolo della natura
deformata chimicamente.

 

Flae Dissa

 

Disaster Poets

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