Rifiuti umanitari pericolosi;
psichiatri imbottiscono le ossa di dati catastali.

Stanza 126: consulenza genetica.
Collezionare algolagnia e rane col grembiule.

Dottoresse deridono una povera creatura,
pasticche illuminano la caverna interiore.

Il suono del ventre tagliato
il laccio emostatico sulla gola
nel cassetto non sogni ma siringhe.

Cade a terra la melma senza forma
ma è bella come il tuo odio
dai capelli recisi e rossi
un volto così violento e sottile,
sei bella come l’amianto
che emerge dalla terra.
Mi rovini le arterie
senza biasimare.

Pelle di cristallo
dalle labbra rosse fuoco
divori fin dentro gli organi,
gli organi fin dentro.

Scrivi con gli aghi
sull’involucro dell’esistenza
e tutta quella roba estrema
dentro al ferro del petto.

Con la falce del fascino
e gli occhi dipinti nello stagno
afferri la gola del tempo
con odio di bestia mi chiami
chi è l’amo e chi il verme?

Sono quel sasso lasciato sul ciglio
che lanci sopra al vetro del treno
persa nel pericolo del silenzio.

 

Flae Dissa

 
 

Disaster Poets

Visutalizza tutti i post

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *