Sono carne fredda
per un mondo grigio
e sola mi autolesiono
sul letto verde tenue,
con le cicatrici in viso
lo sperma sul comodino
col ventre intriso di lacci
è impossibile uscire dalla spazzatura.
Voglio emergere da tutto questo.

Trastullare la pelle candida con le punte
io ho perso la punta nella superficie
e il veleno è stanco quanto me
quando scorre traitano dall’uguale
la mia forza è un bolide
su binari storpi.

Questione di punti di vista
devastazione e devasto possono convivere
la fine di un inizio ad inizio dello scontro
qualcosa che prima non c’era
tastiera di sole note nere
non conosciute
persone che tacciono
tracciano sguardi e odori
come l’origine del pensiero
voglia di odio per riprodurre la voglia
che crea battaglia nell’uomo
salassi abnormi
egocentrico in attico
profilassi al sottoscala
acqua e detersivo per lavare i mali
sarò contento
sul colle opaco.

 

  Flae Dissa & Carmine Roma

   

Disaster Poets

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